Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28838 del 2017, dep. il 30/11/2017

[…]

FATTI DI CAUSA

[…] aveva rivendicato dal fallimento del coniuge […] il 50% della proprietà di immobili acquisiti dal fallimento, sostenendo di esserne proprietaria pro-quota, in quanto rientranti nella comunione legale degli acquisti dei coniugi e, in subordine, per averne acquisito la proprietà per usucapione.
Il giudice delegato ha rigettato la prima domanda, rilevando che la proprietà dei beni rivendicati non rientrava nella comunione legale, in quanto destinati all’esercizio dell’impresa.
L’opposizione della […] è stata rigettata dal Tribunale di Matera, con decreto del 9 febbraio 2012. Il Tribunale, premesso che quando la […] e il […] erano già coniugati in regime di comunione legale, il Comune di […] aveva venduto al […] un terreno per
la realizzazione di un’azienda per la fabbricazione di cassette di ortofrutta (con previsione di una clausola risolutiva espressa nel caso di diversa destinazione) e che l’attività imprenditoriale era stata intrapresa successivamente al matrimonio, ha ritenuto che il terreno non ricadesse in regime di comunione legale, ma in quella de residuo, a norma dell’art. 178 c.c., e che, quindi, la proprietà dei manufatti ivi
costruiti seguisse quella del fondo secondo le regole dell’accessione, trattandosi di beni strumentali all’esercizio dell’azienda agricola.
Avverso questo decreto la […]i ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi; il Fallimento […] ha resistito ed ha proposto ricorso incidentale, affidato a un motivo.

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo è denunciata violazione e falsa applicazione dell’art. 178 c.c., per avere fondato la decisione sull’erronea premessa che il […] avesse costruito sul fondo soltanto immobili destinati all’esercizio dell’impresa, mentre aveva realizzato anche l’abitazione coniugale.
Con il secondo motivo è denunciato vizio motivazionale, per avere affermato che i beni avevano avuto una destinazione imprenditoriale, sulla base del solo impegno assunto dal […] verso il Comune e senza considerare che uno degli immobili era costituito da una casa d’abitazione.
I predetti motivi sono infondati.
Come puntualmente rilevato dal PG, “la ricorrente non contesta la regula iuris applicata dal Tribunale in ordine alla sorte dei beni acquistati da uno dei coniugi in regime di comunione legale e destinati all’esercizio di un’impresa costituita dopo il matrimonio, i quali fanno parte della comunione medesima solo de residuo (art.
178 c.c.), cioè se e nei limiti in cui sussistano al momento dello scioglimento di quest’ultima. Ella contesta invece la destinazione del suolo e dell’edificio sullo stesso realizzato ad attività d’impresa. Tuttavia, al riguardo la censura si risolve in una mera,apodittica affermazione, in difetto di ogni indicazione delle risultanze
istruttorie non valutate (o mal valutate) che escluderebbero la citata destinazione del bene, con conseguente inaccoglibilità dei motivi”.
Con il terzo motivo è denunciata l’omessa pronuncia sulla domanda di usucapione proposta dalla […] in virtù dell’ultraventennale possesso.
Il motivo, benché impropriamente formulato nella rubrica a norma dell’art. 360 n. 5 c.p.c., denuncia chiaramente nel suo contenuto l’omessa pronuncia sulla domanda di usucapione, in tal modo implicitamente evocando un vizio della sentenza rilevante a norma degli artt. 112 c.p.c. e 360 n. 4 c.p.c.
Esso è fondato. Della proposizione della domanda subordinata di usucapione dà atto lo stesso decreto impugnato, laddove rileva che l’opponente “evidenziava l’acquisto della proprietà per usucapione” e, tuttavia, questa domanda è stata del tutto trascurata dal Tribunale, il quale non si è pronunciato su di essa.
Il ricorso incidentale del Fallimento […], riguardante la determinazione delle spese processuali poste a carico della controparte, è assorbito.
Pertanto, la sentenza impugnata è cassata con rinvio al Tribunale di Matera, in diversa composizione, che dovrà pronunciarsi sulla domanda di usucapione proposta […]